BR 20
| luogo | Santo Stefano al Mare |
| denominazione | BR 20 |
| profondità metri | 45/47 m |
| orientamento | facile |
| probabilità corrente | media |
| visibilità | buona |
| Il relitto si trova ad una profondità prossima ai 50 mt, pertanto è consigliata solamente a subacquei molto esperti ed attrezzati | |
Il Bombardiere Rosatelli BR 20, spinto da 2 motori FIAT ad elica A80 RC41 da 1014 HP ciascuno, poteva raggiungere la velocità di 400 km/h, una quota massima di 4000 mt di altitudine ed una autonomia di volo di 3000 km. Fu uno dei primi velivoli italiani dotati di elica a passo variabile ed era quasi interamente metallico.
Il 13 giugno del 1940 la 3a Squadriglia del 43° Gruppo del 13° Stormo di Assalto decollò dall’aeroporto di Cascina Vaga diretto verso Tolone con l’obiettivo di bombardare siti militari presenti in quella zona.
Al comando del velivolo MM 21503, il nostro relitto, c’era il Tenente Catalano che, durante il rientro, fu ripetutamente colpito da caccia dell’aeronautica francese e costretto ad ammarare nello specchio d’acqua antistante Santo Stefano al Mare. Il comandate, ferito gravemente durante il combattimento, si inabissò insieme al suo velivolo. All’impatto sopravvissero solo il 2° pilota e il 1° aviere motorista tratti in salvo, dopo una permanenza in acqua di 2 ore, da natanti della costa accorsi in soccorso dopo aver visto il velivolo in difficoltà.
L’immersione, bellissima non solo per l’aspetto storico e naturalistico, offre moltissimi spunti per i subacquei che si cimentano nella fotografia subacquea. Infatti una leggera corrente di fondo assicura quasi sempre una buona visibilità dell’insieme del sito.
Il relitto si trova ad una profondità prossima ai 50 mt, pertanto è consigliata solamente a subacquei molto esperti ed attrezzati con miscele di decompressione per prolungare i tempi di permanenza sul fondo ed assicurare una maggiore sicurezza personale.
Della struttura originale del velivolo sono visibili ancora il telaio tubolare del piano di coda, le ali, i motori con la disposizione radiale dei cilindri, le eliche e il piano di comando. La mitragliatrice da 12,7 mm si erge fiera verso l’alto dalla torretta superiore ed ai suoi piedi è possibile trovare il munizionamento rimanente. I rivestimenti in alluminio e tela sono stati completamente erosi dal mare.
Flora e fauna, tipica dell’alto tirreno, hanno colonizzato ogni interstizio della macchina bellica donandogli colori e vita in un contrasto particolarmente evocativo. La memoria va a i caduti di questo velivolo e a tutti i caduti in guerra.
Riprese di Luca Coltri.
Tratto dai DVD di «Liguria: Immersioni d'autore».
Altre immersioni:
- Capo Mortola - Elicottero
- Mentone - HEINKEL 111
- Bordighera - I TUVI
- Mortola - IL MONACO
- Balzi Rossi - IL PERTUSO
- Latte - IL PERTUSO (copy)
- Santo Stefano al Mare - La croce
- Grimaldi - LA FONTANA
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- Latte - LO YACHT
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