40° anniversario del CSRDF

 

~ ITALIANI...STRANA GENTE ~

di OT
Pubblicato il 21 July 2009
nelle categorie News

L’estate puntualmente risveglia l’italico essere che si annida in noi e che durante l’inverno rimane come in letargo in attesa di manifestarsi al sole delle vacanze estive.
Ma cosa è in concreto l’italico essere? Semplice. L’impossibilità genetica di rispettare le regole non solo suggerite ma anche e soprattutto quelle emanate per legge e che sarebbe obbligatorio seguire, pena pesanti sanzioni di varia e assortita natura.
I nostri legislatori, italiani pur loro, cosa fanno? Semplice. Si accaniscono in arcane e spesso incomprensibili contromisure a prova di italico essere che di contro generano pericolosissimi anticorpi forse più dannosi della malattia stessa.
Vi potrei fare milioni di esempi che spaziano dalle modalità di repressione delle velocità pericolose, sempre più subdole e sofisticate in dotazione anche alle guardie forestali, fino al divieto di gustare un fresco gelato magari su una panchina del parco in pareo e infradito perché non consono alla comune morale. Ma vi risparmio il decalogo limitandomi a dire in poche battute che ci troviamo in presenza di un delirio di divieti che arriveranno ad annullarsi fino a creare il caos o peggio il vuoto.

I morti purtroppo scuotono le anime dei vivi solo quando sono freschi, ma non le scuotono abbastanza ne prima ne dopo il clamore del nefasto evento. Si dice che prevenire è meglio che curare, giusto. Ma se prevenire costa di più che curare allora diventa poco conveniente.
I fatti di Diano dello scorso week end non possono che lasciare l’amaro in bocca a noi subacquei, non solo per il fatto in se, ma soprattutto per le modalità con cui questi fatti si consumano. Molti dell’ambiente le chiamano notizie annunciate. Chi dice che era solo una questione di tempo.
Ma la notizia che ha fatto nascere in me il desiderio di scrivere non è l’evento in se. Ma quello che l’evento sembrerebbe voler scatenare. E cioè le contromisure, gli anticorpi all’italico essere. La notizia oggetto della mia attenzione è che alcuni eminenti uomini politici, immagino con poca conoscenza delle problematiche subacquee ma con una grande preparazione nel formulare anticorpi, hanno allo studio un bel giro di vite. Ritenendo che le imprese che fanno attività di diving in Italia siano troppe e poco preparate professionalmente identificano in una bella rieducazione di massa, tramite corsi teorici a quanto mi si dice, la cura al male tipo recupero dei punti della patente. Ecco che in questo caso la cura non solo costerebbe meno della prevenzione ma sarebbe addirittura un business. Ma è il business la cura o la consapevolezza della responsabilità?
Quale potrebbe essere invece la cura efficace? Semplice. Maggiori controlli. A suggerire la soluzione sono coloro che vivono il mare quotidianamente, con passione e competenza e che mal volentieri (con ragione aggiungo io) tollererebbero un colletto bianco mezze maniche cimentarsi in improbabili lezioni di etica subacquea. Come aumentare i controlli e come indirizzarli per renderli più efficaci? Semplice, perchè le soluzioni semplici sono le migliori. La CP, delegata ai controlli come tutte le autorità preposte, affianca le imbarcazioni che praticano diving professionale (a loro ben conosciute) e verifica il possesso dei brevetti in funzione delle immersioni programmate. Se l’imbarcazione si trova, ad esempio, ancorata su un sito di immersione dove la profondità media è di 30 metri e sulla imbarcazione si trovano sub con abilitazioni fino a 18 metri ecco che ci troviamo di fronte ad un illecito, ad una irregolarità difficilmente giustificabile. Si provvederà a segnalare questa irregolarità con provvedimenti amministrativi e nel caso di recidività dell’irregolarità al ritiro della licenza. Di controllo in controllo e di licenza revocata in licenza revocata non pensate che anche il più ostico nel recepire elementari norme di sicurezza debba necessariamente cambiare direzione? Abbiamo affrontato il soffocamento del casco e lo stritolamento delle cinture di sicurezza, anche l’auricolare convincerà i fanatici della telefonata in auto a non cimentarsi più in assurde posture per camuffare il cellulare all’orecchio e contemporaneamente manovrare il cambio dell’automobile. Dite che certe brutte abitudini potranno essere smantellate? Indubbio è il fatto che comunque certi messaggi devono partire chiari soprattutto da chi fa della didattica subacquea un mestiere. Le agenzie dovrebbero smetterla di erogare brevetti improponibili come l’aria profonda a chi è abilitato ad andare a 18 metri, magari con 1 o 2 ore di piscina, scarsissima acquaticità, ma tantissime chiacchiere nella testa. A questo proposito mi è capitato di assistere ad una lezione di teoria di una famosa didattica americana. Ragazzi, non ci potevo credere. Un gruppo di allievi di chiara origine italiana assistevano ad un video in lingua inglese con sottotitoli in italiano. E pensare che noi abbiamo impiegato quasi 40 anni per usare le presentazioni in Power Point! Misteri della globalizzazione totale.

E’ cronaca giornaliera della impossibilità pratica di ottemperare a piani di controllo sul territorio e in mare efficaci da parte di tutte le forze preposte. Non possiamo certo aspettare miracoli dalla CP che è costretta ad uscire col gommone da 4,50 con un motore da 40 cavalli per risparmiare carburante, tipo turista di Racconigi con barchetta a S. Lorenzo. I controlli costano troppo, ma dopo non scandalizziamoci se tranquille domeniche al mare si trasformano in tragedia.

Tuttavia, come ho avuto occasione di ribadire più volte, la soluzione finale è già alla nostra portata. Basterebbe attivare il buon senso oltre che il cervello. Fare visite mediche sportive regolari (almeno una all’anno con esame cardiaco sotto sforzo); praticare una minima attività sportiva durante l’inverno (palestra, piscina, camminate salutari, ecc.); seguire una dieta adeguata preimmersione sono solo alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti che ogni buon sportivo dovrebbe adottare senza che qualcuno o qualcosa lo imponga per decreto.

E poi, giusto per concludere in bellezza, dovremmo smetterla di ritenerci i più furbi e i più fighi. Ci stanno facendo il fondello a spanne tutti! Se solo guardassimo con obiettività i nostri colleghi europei ci renderemmo subito conto che tanto furbi non siamo più. Gli spagnoli hanno un PIL superiore al nostro, gli inglesi e i tedeschi trombano il doppio di noi e i francesi... meglio lasciar perdere che mi sale la carogna.


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Commenti

E' notizia di ieri che sembra sia emerso dalla autopsia la causa della morte per embolia gassosa, successiva alla risalita in emergenza per un probabile malore avvertito pochi minuti dopo l'inizio dell'immersione.
Un pensiero va ai familiari della vittima; un'analisi attenta va invece alle modalità del recupero e alla valutazione di quale sarebbe stato il male peggiore in simili circostanze.

Pubblicato da OT il 22/07/2009 14:10:32


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